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Descrizione

ENZO SANTARELLI

STORIA

DEL FASCISMO

VOLUME I°, II°, III°

EDITORI RIUNITI

Gennaio 1973

Volume I°

•LA CRISI LIBERALE

Pagine 397

Volume II°

•LA DITTATURA CAPITALISTICA

Pagine 439

Volume III°

•LA GUERRA E LA SCONFITTA

Pagine 375

Copertina flessibile illustrata in b/n, rilegatura editoriale, formato cm. 12X18,5.

Stato di conservazione: OTTIMI come mostrano le immagini.

Il fascismo è stato un movimento politico nato in Italia all'inizio del XX secolo, soprattutto per iniziativa del politico, giornalista, e in seguito dittatore Benito Mussolini (1883-1945).

Alcune delle dottrine e delle pratiche elaborate e adottate dal fascismo italiano si sono diffuse in seguito, anche se con caratteristiche differenti, in Europa e in altri Paesi del mondo. Si caratterizzò come un movimento nazionalista, autoritario e totalitario. L'ideologia sottesa a tale movimento è stata interpretata allo stesso tempo come rivoluzionaria e reazionaria.

Il fascismo si autodefiniva ed è considerato da alcuni come alternativo al capitalismo liberale. Sul piano ideologico fu populista, fautore della proprietà privata e della divisione della società in classi.

Trovò i suoi precursori negli anni precedenti alla prima guerra mondiale, nel movimento artistico del futurismo (il cui ispiratore, Filippo Tommaso Marinetti, aderì successivamente al movimento di Mussolini), nel decadentismo di Gabriele d'Annunzio e in numerosi altri pensatori e azionisti politici nazionalisti che si ritrovarono nella rivista Il Regno (Giuseppe Prezzolini, Luigi Federzoni, Giovanni Papini), molti dei quali militarono in seguito nelle file fasciste. Importante fu anche il contributo di correnti di pensiero della sinistra non marxista, quali il sindacalismo rivoluzionario, ispirato alla dottrina del pensatore francese Georges Sorel.

Una spinta decisiva alla nascita del fascismo è dovuta anche al fenomeno, conseguenza della prima guerra mondiale, dell'arditismo. La critica storica di alcuni studiosi come Piero Calamandrei o Paolo Alatri esita tuttavia ad attribuire una base ideologica al movimento fascista connotato, specie fra il 1920 ed il 1924, da diverse filosofie operative, con repentini ed opportunistici cambiamenti di impostazione politica tali da negare di per se stessi l'esistenza di una dottrina unitaria al movimento prima ed al partito poi. Dopo la fine della seconda guerra mondiale si sono sviluppate una serie di correnti che si rifanno all'ideologia, definite come neofascismo; tuttavia la natura prevalente del movimento è tuttora oggetto di dibattito.

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